PROVE DI COLLAUDO SU BARRE DI ANCORAGGIO PRESSO LA TORRE GRIMALDINA DI GENOVA
4 giugno 2025
Nel cuore di Genova, presso il Palazzo Ducale, la Torre della Grimaldina sta vivendo un'importante fase di restauro e valorizzazione grazie al progetto dell’Arch. Roberto Segattini e Foppoli Moretta e Associati, i quali hanno curato rispettivamente la progettazione architettonica e strutturale dell'intervento.
Il restauro in atto, finalizzato alla conservazione della torre e alla sua valorizzazione e fruibilità, anche mediante l’inserimento di una scala metallica che permetterà ad un più vasto pubblico di accedervi, ha recentemente visto il compimento di una serie di prove tecniche cruciali per la sicurezza e l'efficacia delle soluzioni progettuali adottate.
Il progetto, concepito con un occhio attento alla preservazione della struttura esistente e all'integrità delle murature storiche, ha richiesto studi di metodologie e soluzioni che riducessero al minimo l'impatto diretto sulle strutture originali, scegliendo fra esse le meno invasive. Fra queste vi è l'uso di profili metallici, posti a sostegno della struttura della scala, che vengono collegati alle murature attraverso piastre ancorate mediante barre. Mediante questo sistema si è cercato di evitare possibili danni alle murature originali della torre, mantenendo al contempo la solidità e la sicurezza necessarie per l’intervento.
A seguito delle calcolazioni effettuate, si è scelto di collaudare i dati di progetto mediante la realizzazione di prove a taglio-trazione per testare in maniera diretta la sicurezza del sistema progettato.
Le prove, realizzate la scorsa settimana da Foppoli Moretta e Associati, sono state effettuate mediante l’utilizzo di un martinetto idraulico cilindrico, con il quale è stato applicato un carico graduale sulle barre di ancoraggio mediante l’ausilio di due piastre progettate e realizzate ad hoc. Questo test è stato eseguito con un sistema ad azionamento manuale dotato di un manometro per il monitoraggio della pressione. Il carico è stato incrementato lentamente, con un aumento lineare pari a un decimo del carico massimo previsto ogni minuto, fino a raggiungere il carico massimo, che è stato mantenuto costante per dieci minuti. Successivamente, il carico è stato rilasciato in modo graduale.
L’obiettivo di queste prove è stato duplice: da un lato, verificare la resistenza al taglio dei singoli tasselli di ancoraggio; dall'altro, testare il comportamento dei profili metallici, che trasferiscono il carico alla muratura, in modo da garantire che non vi siano compromissioni strutturali.
In concomitanza con queste prove sono stati effettuati anche test sul legno della torre mediante resistograph, un dispositivo che permette di determinare la densità del materiale e identificare eventuali aree di degrado o di bassa prestazione strutturale.






