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Caratterizzazione meccanica dei materiali

Caratterizzazione meccanica dei materiali

Caratterizzazione meccanica dei materiali

I materiali che costituiscono gli edifici esistenti possono essere caratterizzati con tecniche di indagine in sito e di laboratorio, che risultano complementari per consentire una conoscenza esaustiva del manufatto. Il secondo tipo di indagini prevede ovviamente la possibilità del prelievo di un campione e del suo trasporto in laboratorio; in questo caso ci si riferisce generalmente all’esecuzione di prove meccaniche oltre che l’esecuzione di prove fisiche, chimiche e mineralogico-petrografiche che coinvolgono in genere piccole quantità di materiale da esaminare.

Le tecniche di indagine in sito non comportano invece l’asportazione di un campione da analizzare e si possono articolare in non distruttive e leggermente distruttive. Le indagini del primo tipo non lasciano alcun segno residuo sulla struttura analizzata; possono essere realizzate in modo estensivo, anche per il basso costo della singola prova, ma in genere forniscono valori indice che debbono necessariamente venire correlati con le grandezze significative per essere utilizzati in fase progettuale: tali correlazioni risultano spesso di incerta applicazione.

Le tecniche di prova leggermente distruttive causano invece alla struttura un disturbo, di entità generalmente limitata, che può variare da un piccolo foro nel caso di carotaggi o altre prove da effettuare in foro, ad un taglio lungo un giunto di malta nel caso di prove con martinetti piatti; non possono quindi essere applicate in presenza di superfici la cui integrità deve essere assolutamente rispettata come nel caso di rivestimenti pregiati oppure di superfici affrescate o mosaicate. Tali prove hanno generalmente un costo unitario più elevato rispetto a quelle non distruttive, per cui vengono realizzate in numero minore ottenendo risultati puntuali, tuttavia forniscono direttamente i valori delle grandezze ingegneristicamente significative della struttura. Le prove leggermente distruttive e quelle non distruttive non risultano quindi alternative ma complementari, in quanto le prime forniscono un numero limitato di valori significativi che, attraverso i valori indice forniti dalle seconde, possono essere estesi a tutta la struttura.

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